L’autrice, escludendo preventivamente qualsiasi lettura panoramica o in successione di correnti e autori che, particolarmente nel Novecento, hanno affrontato la questione, ha scelto di proporre un confronto, a tutt’oggi inedito, tra la riflessione sulla comprensione dell'altro e le forme della relazione, che si sviluppa a partire da Dilthey e soprattutto con Simmel, e la filosofia dell’alterità di Emmanuel Lévinas. Le immagini profondamente diverse che vengono offerte del rapporto interumano suggeriscono un’ineludibile convergenza tra i principi che difendono l’inviolabilità etica dell’altro e il riconoscimento della costitutiva ambiguità della relazione.
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