Lo spazio di Sara

Per una fenomenologia del “femminile”

L’analisi compiuta da Schelling sulla storia mitologica e religiosa dell’umanità è il punto di partenza per una riflessione metastorica sul ruolo della donna, in cui l’indagine filosofica si fonde a più riprese con quella antropologica e psicologica, ed è anche il filo conduttore dei vari capitoli in cui si articola il saggio. In quest’ottica, figure mitiche come quelle di Demetra e Persefone, di Dafne e di Arianna, appartenenti al mondo classico, possono incontrare in una comune prospettiva il racconto biblico e in particolare Sara, moglie di Abramo, che, con il suo sacrificio per la salvezza del marito, fornisce uno degli esempi più alti di ciò che nel libro viene definito il “principio femminile”. La coscienza del limite può allora diventare la premessa per un modello di pensiero e di conoscenza in cui viene custodito e preservato lo spazio “emotivo”, contro una logica di dominio e di violenza che rimanda ad un “principio maschile”.

Giuliana Fabris, laureata in Psicologia, psicoterapeuta, gruppoanalista, socia ASVEGRA, lavora in ambiti pubblici e privati e come libera professionista. È socia di Psicologia e Religione e della Società Filosofica Italiana

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