Che cosa significa pensare la giustizia in un tempo in cui i diritti oscillano tra universalismo astratto e singolarità dei corpi? Il pensiero contemporaneo abita questa frattura, assumendo l’esistenza nella sua vulnerabilità e come spazio di responsabilità. Questo volume risponde a tale domanda proponendo una riflessione sul nesso tra giustizia e diritti a partire dal contributo fondamentale delle filosofe contemporanee. Nelle loro riflessioni, la giustizia non si riduce a una legalità formale, ma si configura come una questione viva e storicamente situata, capace di attraversare la storia e le forme della relazione umana. Misurandosi con i punti di attrito tra norma ed esperienza, queste pensatrici offrono strumenti concettuali per ripensare il legame sociale laddove la promessa dei diritti si scontra con i nodi dell’esclusione e della violenza. Accanto a figure centrali del secolo scorso come Hannah Arendt, Simone Weil, Judith Butler e Martha Nussbaum, trovano spazio analisi dedicate ad autrici meno canonizzate. Una coralità di voci per riscoprire la giustizia non come principio autosufficiente, ma come esito provvisorio di un agire di concerto.
Paradosso. Rivista di filosofia, 2025/2
Giustizia e diritti all’altezza della vita
Sguardi sulle filosofe contemporanee
Rita Fulco è professoressa associata di Filosofia teoretica presso l’Università di Messina. La sua ricerca si concentra sulla filosofia contemporanea francese e italiana da una prospettiva teoretica ed etico-politica, includendo anche ambiti quali la geofilosofia e il pensiero femminile. A partire dai suoi studi presso la Scuola Normale Superiore, tra il 2016 e il 2021, ha riflettuto sulla questione del negativo e sul pensiero istituzionale. Tra le sue pubblicazioni, le monografie: Corrispondere al limite. Simone Weil, il pensiero e la luce (Studium, 2002), Il tempo della fine. L’Apocalittica messianica di Sergio Quinzio (Diabasis, 2007), Essere insieme in un luogo. Etica, politica, diritto nel pensiero di Emmanuel Levinas (Mimesis, 2013), Soggettività e potere. Ontologia della vulnerabilità in Simone Weil (Quodlibet, 2020); e volumi curati: Martirio e testimonianza. Saggi di filosofia, storia e teologia politica (con B.M. Esposito, Edizioni della Normale, 2023), Political Ontology, Community, and Institutions. Roberto Esposito in Dialogue with Contemporary Thinkers (con L. Cremonesi and V. Surace, Suny, 2025).
Stefania Tarantino è professoressa associata (con Abilitazione Scientifica Nazionale per la Prima Fascia in Storia della filosofia) di Storia della filosofia presso il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale (DiSPaC) dell’Università degli Studi di Salerno. Si occupa di filosofia moderna e contemporanea, con particolare attenzione al pensiero delle filosofe del Novecento, al pensiero esistenziale e fenomenologico, alle filosofie femministe e alle teorie di genere. Tra le sue recenti pubblicazioni si segnalano: La dimensione del femminile nell’orizzonte filosofico-esistenziale di Karl Jaspers («Studi Jaspersiani», vol. XIII, Orthotes 2025), Jeanne Hersch and the Religious Dimensions as the “Meaning of Meaning” (in Jaspers in Dialogue. Views from Europe & Japan, ed. by P. Severini, Nagoya 2025), Nel “travaglio” turbolento dell’origine: Nicole Loraux e Adriana Cavarero (Estetica. Studi e ricerche», Vol. XIV, numero speciale 2024), Sarah Kofman: la conoscenza filosofica radicata nelle aporie della vita (in Il “rimosso” nell’operazione filosofica. Il pensiero di Sarah Kofman, a cura di Stefania Tarantino, IISF Press 2024).




















