Perenne o mutevole, inflessibile o duttile, uniforme o poliedrico, rispettato, contestato o trasgredito, il concetto di canone nutre da sempre il dibattito letterario, artistico e performativo. Eppure affrontare il tema da una prospettiva “alla rovescia”, prendendo le mosse non dalle opere “classiche”, e appunto “canoniche”, ma piuttosto da quelle “fuori dal canone” – rimaste a lungo, per ragioni storiche, ideologiche o estetiche, ai margini dei circuiti della conoscenza, quando non del tutto dimenticate – permette di comprendere come la ricerca nel campo delle opere creative debba essere aperta e inclusiva.
Nel presente volume sette studiosi, sulla scorta di questa produzione storicamente periferica, si sono confrontati su ragioni, limiti e modalità della definizione e dell’evoluzione del canone nella storia, dai paradigmi dell’antichità fino al dibattito attuale innescato dal Canone occidentale di Harold Bloom.
Guardando al passato, appare evidente come la “canonicità” di un’opera sia spesso limitata nel tempo e nello spazio e come la sua presunta originalità derivi sempre dalla tensione fra l’adesione a un canone e la sua trasgressione, ma pure dai debiti, spesso misconosciuti, contratti da parte degli autori cosiddetti “maggiori” nei confronti di quelli “minori” o dimenticati. Guardando al presente, invece, l’incrocio di prospettive dato dal dialogo a distanza tra gli autori e veicolato dall’intertestualità sollecita l’esigenza del recupero dei moventi, occasionali o profondi, della creazione letteraria e fa emergere il richiamo al valore degli studi umanistici e al “potere” della letteratura nelle trasformazioni politico-sociali di ogni tempo.
Fuori dal canone
Il potere della letteratura e le sfide della ricerca umanistica
a cura di
Susanna Villari, professore ordinario di Filologia della letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Messina, componente del Centro internazionale di studi umanistici (CISU), ha maturato interessi di ricerca sulla fortuna dei classici in età moderna, con specifica attenzione al dibattito cinquecentesco sulla Poetica di Aristotele e alle sue ricadute sulla prassi poetica coeva. Specialista delle tradizioni a stampa,
si è occupata con particolare impegno dell’opera di Giovan Battista Giraldi e dirige, insieme a Irene Romera Pintor, la rivista «Studi giraldiani. Letteratura e teatro».




















