Eurosia

Nel 1836, in una Milano capitale, anche editoriale, della stagione romantica in Italia, Angela Veronese pubblica il romanzo breve Eurosia, ma il frontespizio del volume, qui riproposto in una nuova edizione, reca ancora la firma di Aglaja Anassillide, pseudonimo utilizzato da Angela nelle sue Rime pastorali.
Figlia di un giardiniere, la scrittrice era figura già nota nel milieu culturale veneto del tardo Settecento, dove incarnava un topos letterario arcadico, quello della “pastorella” che compone versi. Il ritratto della tradizione aveva poi precocemente condannato l’“ineducata figlia del bosco”, divenuta prosaica moglie di un cocchiere, all’oblio.
La novella Eurosia svela invece una stagione finora sottovalutata della scrittura di Angela Veronese e restituisce all’autrice un posto di riconoscibile rilievo nella letteratura italiana in prosa del primo Ottocento, di cui descrive alcune fondamentali tendenze.
La vicenda di Eurosia sviluppa, infatti, un tema che sa