Paradosso. Rivista di filosofia

Fondata nel 1990, «Paradosso» intende essere una rivista di filosofia, senza ulteriori specificazioni, per lo più debitrici ad effimere mode culturali, e senza arbitrarie suddivisioni disciplinari. Al centro di ciascun fascicolo è posta una tematica generale, corrispondendo a quel modo di concepire la scepsi che di fronte a un problema non pretende di fornire una risposta, ma invita piuttosto a “svilupparlo”.

La rivista è pubblicata dalla casa editrice Il Poligrafo dal 1997.

collegio di direzione: Massimo Cacciari, Umberto Curi, Massimo Donà, Emanuela Fornari, Gianluca Garelli, Bruna Giacomini, Sergio Givone, Giacomo Marramao, Laura Sanò, Vincenzo Vitiello

comitato scientifico: Gérard Bensussan (Università di Strasburgo), Claude Cazalé Bérard (Università di Paris X- Nanterre), Catherine Chalier (Università di Paris X- Nanterre), Massimo Donà (Università Vita-Salute San Raffalele Milano), Rossella Fabbrichesi (Università degli Studi di Milano), Monique Jutrin (Università di Tel Aviv), Vivian Liska (Università di Anversa), Orietta Ombrosi (Università di Roma La Sapienza), Francesca Rigotti (Università della Svizzera italiana, Lugano e UZH - Universität Zürich), Carlo Sini (Università degli Studi di Milano), Francesco Tomatis (Università degli Studi di Salerno), Claudio Tuozzolo (Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara), Christoph Wulf (Università di Berlino)

segreteria di redazione: Giuseppe Armogida, Lorenza Bottacin Cantoni, Alberto Giacomelli (caporedattore)

La rivista attua la procedura di peer review per la valutazione dei contributi da pubblicare.

Norme redazionali:
italiano
english

 

CALL FOR PAPERS «PARADOSSO» 2021/1:  AUTONOMIA E VULNERABILITÀ

I contributi vanno inviati all'indirizzo redazione.paradosso@gmail.com o agli indirizzi francesca.marin@unipd.it e bruna.giacomini@unipd.it entro il 15 ottobre 2021

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I concetti di autonomia e di vulnerabilità sono sovente pensati in termini oppositivi, in un contrasto apparentemente insanabile per il quale è necessario arginare una condizione di passività, di dipendenza, di fragilità e d’incertezza coltivando l’indipendenza fino all’autarchia e mettendo in atto strategie difensive e di implemento delle risorse del soggetto, sia esso individuale o collettivo.
A partire dalla prospettiva dell’autonomia intesa come criterio egemone per la strutturazione di un percorso identitario, la vulnerabilità risulta come una condizione difettiva e diminutiva del potere.
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