Un dialogo ininterrotto

Studi su Flora Ruchat-Roncati

Flora Ruchat-Roncati (Mendrisio, 1937 - Zurigo, 2012) è stata una delle più rilevanti e innovative progettiste della storia recente, prima donna a ricoprire il ruolo di professore ordinario presso il Politecnico di Zurigo, dove tenne la cattedra di Progettazione architettonica dal 1985 al 2002.
Ugualmente partecipe della cultura architettonica italiana e svizzera, fu costantemente incline a varcare i confini: i confini fisici, quelli del Gottardo per muoversi tra Zurigo e l’Italia; i confini della disciplina architettonica, accordandola al mondo dell’ingegneria infrastrutturale e del progetto ambientale e paesaggistico; i confini professionali, come donna che ha affermato il proprio ruolo fuori e dentro le aule universitarie. Allieva di Rino Tami, ha fatto propria l’eredità di Le Corbusier, interpretandola con originalità, forte del sodalizio con Aurelio Galfetti e Ivo Trümpy. Intensa fu l’attività progettuale che l’ha vista coinvolta, dai Bagni di Bellinzona alla consulenza architettonica per la nuova trasversale ferroviaria Alptransit Gotthard. Donna dalle mille sfaccettature, nel lavoro come nella docenza e nella vita privata, in questo volume viene restituita la complessità del suo rapporto con l’architettura. I contributi raccolti, rivolti tanto all’impegno progettuale quanto sconfinanti in un racconto intimo del suo vissuto, delineano il percorso professionale e umano di un architetto che non si è mai risparmiato, nel lavoro, nella didattica, nella ricerca così come nella vita, lasciando un’eredità e un insegnamento indelebili.

Serena Maffioletti, laureata in Architettura presso il Politecnico di Milano e dottore di ricerca, è professore ordinario di Composizione Architettonica e urbana presso l’Università Iuav di Venezia; dal 2012 è responsabile scientifico dell’Archivio Progetti Iuav. Progettista e capogruppo di numerosi progetti, pubblicati, esposti in mostre e riconosciuti con premi. L’attività, che riunisce teoria, ricerca progettuale, didattica e indagine critica, è rivolta principalmente a questi temi: rapporto del progetto con luoghi e tradizioni in particolare del Moderno; tradizioni e innovazioni dell’abitare la città e il territorio; progetti in luoghi della storia e in aree archeologiche; progetto infrastrutturale nei paesaggi contemporanei; architetture della metropoli. Ha dedicato molti studi all’architettura razionalista italiana e internazionale, tra i quali si evidenziano le ricerche sui BBPR, in particolare le edizioni critiche degli scritti di Ernesto N. Rogers, Architettura, misura e grandezza dell’uomo (Il Poligrafo, 2010) e Il pentagramma di Rogers (Il Poligrafo, 2009), i saggi su Enrico Peressutti architetto e fotografo e su Lodovico B. di Belgiojoso progettista di memoriali per la deportazione. Ha inoltre elaborato un’ampia saggistica sul progetto paesaggistico e ingegneristico infrastrutturale internazionale del Novecento.

Nicola Navone è vicedirettore dell’Archivio del Moderno, docente all’Accademia di architettura di Mendrisio - Università della Svizzera italiana, membro del Collegio di Dottorato “Architettura. Innovazione e Patrimonio” - Università degli Studi di Roma Tre. Nell’ambito dei suoi studi, dedica all’architettura ticinese contemporanea i propri corsi all’Accademia di architettura e il progetto di ricerca, finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero, “L’Architettura in Ticino, 1945-1980”, tuttora in corso. È autore di numerosi volumi e saggi, fra i quali Dal mito al progetto (con L. Tedeschi, 2003; ed. russa 2004), Bâtir pour les tsars (2007, ed. italiana 2010), Il Bagno di Bellinzona di Aurelio Galfetti, Flora Ruchat-Roncati, Ivo Trümpy (2010), Studi su Domenico Fontana (con G. Curcio e S. Villari, 2011).

Carlo Toson si è laureato in Architettura all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (Iuav)
nel 1983. Lavora come libero professionista in Italia, Europa, Russia e Medio Oriente, specializzandosi nel settore del turismo e della valorizzazione del territorio. Ha svolto attività di docente in alcuni master post-laurea presso l’Università Iuav di Venezia, l’Università di Trieste e il Politecnico di Milano. Ha collaborato con Flora Ruchat-Roncati in diversi progetti, fra questi, la teorizzazione e la realizzazione del primo Albergo Diffuso (1978) nel comune di Comeglians (UD).

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