La reinvenzione di Venezia

Tradizioni cittadine negli anni ruggenti

prefazione di Marco Fincardi

Negli anni Venti e Trenta del Novecento la Grande Venezia già vagheggiata da D’Annunzio a inizio secolo diventa modello di sviluppo per le città storiche italiane, assumendo un ruolo inedito: non più realtà prigioniera della gloria passata e del proprio isolamento, ma laboratorio ideologico e culturale per un regime fascista in cerca di ampliare il proprio consenso e per la sperimentazione di nuovi canali di massa nazional-popolari e nazional-elitari. I contributi qui presentati riguardano i vari settori di intervento di una struttura come l’Opera Nazionale Dopolavoro, impegnata nel mobilitare e coinvolgere Venezia e i suoi visitatori in questa cornice di attività e svaghi, in una continua rappresentazione immaginaria del centro lagunare, della sua storia e delle sue tradizioni, imprimendo ai veneziani il senso di essere eredi della tradizione marinara della Serenissima e organizzando il tempo libero di massa secondo