Elisabetta Caminer Turra

La prima donna giornalista italiana

Elisabetta Caminer Turra (1751-1796), letterata veneziana, è stata “la prima donna giornalista italiana” e, soprattutto, una donna che ha saputo essere protagonista del dibattito culturale e ideologico del suo tempo – quando ancora, nonostante l’irrompere della stagione dei Lumi in Europa e in Italia, accostare la presenza femminile a un’attività prettamente “maschile” come quella del giornalismo poteva destare scandalo o avere l’apparenza di una mera bizzarria, di un’eccezione destinata a essere presto sommersa dal corso naturale della storia.
Figlia di Domenico Caminer, storico e giornalista assai attivo, all’età di dodici anni Elisabetta venne avviata al lavoro di modista. Ben presto iniziò ad appassionarsi di letteratura, imparando da sola il francese per poter leggere i libri di Voltaire e degli illuministi. Lavorò per la piccola azienda letteraria paterna come copista, dedicandosi a traduzioni, rifacimenti e anche a qualche creazione poetica. Collaborò all’«Europa letteraria» e fondò, insieme al padre, il «Giornale enciclopedico» che, nel 1783, divenne il «Nuovo Giornale enciclopedico», da lei diretto.
Elisabetta Caminer Turra ha saputo aprire una strada di libertà e di emancipazione, indicando con coraggio e originalità un percorso possibile di indipendenza e di autonomia che vale ancora oggi, a più di duecento anni dalla sua straordinaria avventura umana e intellettuale, puntualmente ripercorsa in questo saggio.

Michaëla Liuccio, sociologa e giornalista, è ricercatrice presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma. Nel 2003 ha pubblicato per Gangemi Alla ricerca del corpo perduto.

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