Sul verso cantato

La poesia orale in una prospettiva etnomusicologica

Nelle culture tradizionali, nelle grandi civiltà extraeuropee, nel mondo antico e nella storia culturale europea fino all’età moderna, la poesia è prevalentemente espressione cantata, in una netta dimensione performativa. In quanto tale, la poesia appare come una formalizzazione espressiva che, distinguendosi dal linguaggio parlato, adotta con varie modalità i parametri della musica, in un felice «incrocio di codici» (secondo la fortunata espressione a suo tempo coniata da Diego Capitella).
Esito editoriale del Seminario internazionale di Etnomusicologia di Venezia, curato e organizzato dall’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati (IISMC) della Fondazione Giorgio Cini e dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, questo volume esplora da diverse angolature (semiologia, linguistica, antichistica, filologia musicale medioevale ed etnomusicologia) e attraverso l’esame di repertori e generi di versificazione fra loro distanti – dalle sfide in versi berbere all’improvvisazione in ottava rima, dalla poesia classica greca e latina alla lauda medioevale italiana – i vari modi della dialettica (costrizioni e adattamenti reciproci) fra parola e musica, al fine di favorire una comprensione “panoramica” dei nessi indissolubili che, nel verso cantato, legano questi due codici incrociati.
Saggi di Maurizio Agamennone, Francesco Giannattasio, Hassan Jouad, Jean Lambert, Jean Molino, Luigi Enrico Rossi, Agostino Ziino.

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