Il gesto della trascendenza

Un’interpretazione di Max Scheler

presentazione di Emanuele Severino

In un saggio del 1915, Scheler definisce l’essere dell’uomo come “il gesto della trascendenza”, un incerto transito, un fra, un confine, un apparire divino nella tempesta della vita e un eterno oltre della vita rispetto a se stessa.
Il presente lavoro ricostruisce un percorso interpretativo dell’irrequieto quanto multiforme pensiero scheleriano sullo sfondo della sua paradossale metafisica antropologica: l’uomo come indefinibile, instabile frontiera tra il divino e la vita. Questo esser transito si definisce come una sorta di leitmotiv, che prende progressivamente forma nell’itinerario di Scheler, dagli esordi fenomenologici sino agli sviluppi teistici e al loro progressivo abbandono nell’ultima fase di pensiero. Questo volume dimostra, grazie al cruciale confronto/scontro con Heidegger, come il contributo scheleriano più originale vada individuato in un’antropologia non biologicistica.

Veniero Venier è dottore di ricerca e collabora con il Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze dell’Università di Venezia. Oltre a diversi saggi di fenomenologia ed ermeneutica, ha pubblicato La Critica della coscienza estetica nella riflessione ermeneutica di Hans Georg Gadamer (Venezia 1991) e “L’origine dell’opera d’arte” di Heidegger e il problema della verità (Torino 1995).

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