C’è un momento in cui le immagini smettono di essere semplici rappresentazioni e iniziano a comportarsi come presenze attive nello spazio umano: guardano, segnano, trasformano, agiscono. È attorno a questa soglia sottile che si sviluppa il presente volume, dedicato a una delle questioni più fertili e discusse dell’archeologia e della teoria dell’arte contemporanea. Attraverso un dialogo serrato tra archeologia, filosofia, storia dell’arte e antropologia, il volume esplora il tema dell’Agency nell’arte romana, interrogando la capacità degli oggetti, delle immagini e dei dispositivi visivi di produrre effetti, relazioni e significati. Le statue, i rilievi, le decorazioni, i contesti rituali e domestici emergono così non come semplici testimonianze del passato, ma come attori all’interno di reti complesse di interazione sociale e simbolica. Dal confronto con le teorie di Alfred Gell alle declinazioni più recenti del pensiero sull’oggettualità, i contributi qui raccolti offrono un quadro articolato e innovativo, in cui l’arte romana viene riletta alla luce della sua capacità di agire nel mondo antico e, insieme, di interrogare il nostro sguardo contemporaneo.
Soggetti e oggetti
Forme di agency nell'arte romana
Monica Salvadori è professoressa ordinario di Archeologia classica al Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova. La sua ricerca si centra primariamente sulla produzione artistica greco-romana, esplorando sia gli aspetti tecnici che definiscono le pratiche artigianali sia l’interpretazione delle immagini e i loro significati. Una parte considerevole del suo lavoro è incentrata sulla pittura romana, con un’attenzione particolare sulla ricostruzione sistematica della documentazione del Nord Italia. Negli studi iconografici, si è dedicata all’indagine sulle rappresentazioni del paesaggio e della natura, sul rapporto tra iconografie e fonti letterarie e sulla reinterpretazione dei miti classici nelle arti contemporanee.
Luca Scalco è dottore di ricerca Doctor Europaeus presso il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova e si occupa di archeologia romana. La sua ricerca affronta principalmente i temi dell’archeologia funerari e della scultura nel campo della ritrattistica funeraria, della scultura ideale nelle collezioni dei musei del Veneto, degli aspetti produttivo-artigianali e dell’iconografia e del significato legato alle immagini scolpite. Parallelamente si dedica allo studio dell’architettura e della decorazione domestica nel Nord Italia, nonché alle pratiche di insegnamento e divulgazione della cultura classica.



